..::Chi sono::..
Per chi non mi conoscesse mi chiamo Kaihla (nome di fantasia ovvio =P ).
Ho 17 anni e ho "dato vita" a questo piccolo spazio per tutti voi... E con tutti voi intendo tutte le persone che amano fantasticare (e spesso vivono di fantasia) e anche per coloro che o per coincidenza o per sbaglio hanno trovato questo blog e sono rimaste a leggere...
Questo blog non vuole essere "un caro diario" di un'adolescente ma un modo di esprimersi di chi ha qualcosa da dire (importante o no che sia)...
Perchè Pensiero Solitario?
Beh perchè molte volte una persona per fare ordine tra i propri pensieri o, più semplicemente, pensare (anche a cose sciocche) deve stare sola, ebbene si la solitudine aiuta molto, aiuta la riflessione, aiuta la concentrazione... E perchè no? La fantasia: veniamo molto influenzati da tutto ciò che ci circonda e soprattutto da CHI ci circonda!
Ed è per questo che io considero il pensiero "un amico solitario" .
E come il pensiero anche noi siamo, un pò tutti, anime solitarie affiancate ad altre anime solitarie.
Spero sia di vostro gradimento...
A destra c'è il menu suddiviso o "post mese x mese" o per etichette... c'è diverso materiale trovato per la rete. Ringrazio anticipatamente chiunque voglia lasciare un commento anche solo a testimonianza del passaggio...
Se doveste trovare materiale coperto da diritti d'autore vi prego di avvertirmi e provvederò alla rimozione quanto prima.
un bacio e buona lettura!!
..::Non si smette di giocare perchè si invecchia, ma si invecchia perchè si smette di giocare!::..
..::È davvero incredibile se non assurdo pensare che giunti ad una meta, desiderata e ambita nel tempo, neanche il tempo di superarla che diventa un ricordo::..
..::La diversità non esiste, la creiamo noi con paure e preconcetti::..
==> ==> ==> ==> ==>>>>>>>>>
==> ==> ==> ==> ==>>>>>>>>>
==> ==> ==> ==> ==>>>>>>>>>
SOTTO L'ELEFANTINO!!
CLICCATE E...
ENTRTE NEL GUESTBOOK...
INSIERITE IL VOSTRO COMMENTO (se volete)
GRAZIE A TUTTI! ^.^
giovedì 26 maggio 2011
giovedì 8 ottobre 2009
Anime Salve
Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia
sono giorni di finestre adornate
canti di stagione anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde
senza atti d'amore
senza calma di vento solo passaggi
e passaggi passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde
spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e no basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate
saranno scontri saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni
per mille anni mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia
mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
mi sono guardato piangere
in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo mille anni al mondo
mille ancora che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia
..::Una mamma speciale::..
Vi è mai capitato di chiedervi come vengano scelte le madri di figli handicappati?
In qualche maniera riesco a raffigurarmi Dio che dà istruzioni agli angeli, che prendono nota in un registro gigantesco.
“Armstrong, Beth, figlio. Santo patrono Matteo”.
“Forest, Marjorie, figlia. Santa patrona, Cecilia”.
“Rutledge, Carne, gemelli. Santo patrono... diamo Gerardo. E’ abituato alla scarsa religiosità”.
Finalmente, passa un nome a un angelo e sorride: “A questa, diamole un figlio handicappato”.
L’angelo è curioso. “Perché a questa qui, Dio. E’ così felice”.
“Esattamente”, risponde Dio sorridendo. “Potrei mai dare un figlio handicappato a una donna che non conosce l’allegria? Sarebbe una cosa crudele”.
“Ma ha pazienza?”, chiede l’angelo. “Non voglio che abbia troppa pazienza, altrimenti affogherà in un mare di autocommiserazione e pena. Una volta superati lo shock e il risentimento, di sicuro ce la farà”.
“Ma, Signore, penso che quella donna non creda nemmeno in Te”.
Dio sorride. “Non importa. Posso provvedere. Quella donna è perfetta. E’ dotata del giusto egoismo”.
L’angelo resta senza fiato. “Egoismo? E’ una virtù?”.
Dio annuisce. “Se non sarà capace di separarsi ogni tanto dal figlio, non sopravvivrà mai. Sì, ecco la donna cui darò la benedizione di un figlio meno che perfetto. Ancora non se ne rende conto, ma sarà da invidiare.
Non darà mai per certa una parola. Non considererà mai che un passo sia un fatto comune. Quando il bambino dirà ‘mamma’ per la prima volta, lei sarà testimone di un miracolo e ne sarà consapevole. Quando descriverà un albero o un tramonto al suo bambino cieco, lo vedrà come poche persone sanno vedere le mie creazioni.
Le consentirò di vedere chiaramente le cose che vedo io - ignoranza, crudeltà, pregiudizio, - le concederò di levarsi al di sopra di esse. Non sarà mai sola. Io sarò al suo fianco ogni minuto di ogni giorno della sua vita, poiché starà facendo il mio lavoro infallibilmente come se fosse al mio fianco”.
“E per il santo patrono?”, chiede l’angelo, tenendo la penna sollevata a mezz’aria.
Dio sorride. “Basterà uno specchio”.
(Erma Bombeck)
giovedì 9 ottobre 2008
Libero
Mi domando perché quando vivi aspettando
un giorno passa lentamente come fosse un anno
Mi domando perché non sono nato nel 50
Avrei saputo cosa fare io negli anni 70
Mi domando se sei mia oppure fai finta
E se alla fine dei fatti essere onesti conta
Mi domando se la storia è stata scritta dagli eroi
O da qualcuno che pensava solamente ai cazzi suoi
Mi domando perché mi fa schifo la mia faccia
A volte si e a volte no
Perché a volte voglio avere solo quello che non ho
Mi domando soltanto perché
Gesù Cristo è morto in croce per me
Voglio sentirmi libero da questa onda
Libero dalla convinzione che la terra è tonda
Libero libero davvero non per fare il duro
Libero libero dalla paura del futuro
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane
Mi domando perché pensare troppo mi turba
E se una volta almeno mio padre ha fumato l’erba
Mi domando se avrò un figlio
E se mio figlio mi odierà
Perché purtroppo si odia
Chi troppo amore ci da
Mi domando se la mia è una vita felice
E so rispondere solo che mi piace
Voglio sentirmi libero da questa onda
Libero dalla convinzione che la terra è tonda
Libero libero davvero non per fare il duro
Libero libero dalla paura del futuro
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane
giovedì 20 marzo 2008
..::Saggezza::..
Mamma… sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra cosi lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perché le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento cosi disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio" Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva... scioccato.Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.
..::Il cuore::..
Io e lui eravamo assieme da circa 2 anni, ma c'erano delle volte in cui lo sentivo lontano, distante, in un mondo tutto suo dal quale io mi sentivo esclusa. C'erano delle volte in cui avevo nel cuore il dolore della sua freddezza, ma la risposta del mio medico fu un'altra... Il mio cuore non andava bene, serviva un trapianto. Con la morte in cuore lasciai la città per andare in America, lui alla stazione mi guardava con i suoi occhi verdi, mi prese la mano e mi disse "ti auguro tanta fortuna per sempre!" e scappò via. Sono passati 3 mesi, ora sto bene, torno in Italia e mi precipito da lui, mi apre sua sorella, nel suo sguardo c'è qualcosa di oscuro. Mi dice di aspettare, torna con un biglietto, riconosco la scrittura, due parole soltanto TI AMO. Cos'è successo? Dov'è Marco? A sua sorella scendono due lacrime e dice..."E' STATO LUI A DONARTI IL CUORE!"
..::I pacchetti dell'amore::..
C'era una volta un ragazzo nato con una grave malattia...una malattia di cui non si conosceva la cura... Aveva 17 anni, ma poteva morire in qualsiasi momento... Visse sempre in casa sua, con l'assistenza di sua madre... Stanco di stare in casa, decise di uscire almeno una volta... Chiese il permesso a sua madre. Lei accettò. Camminando nel suo quartiere vide diversi negozi. Passando per un negozio di musica, guardando dalla vetrina, notò la presenza di una tenera ragazza della sua età. Fu amore a prima vista. Aprì la porta ed entrò guardando nient'altro che la ragazza. Avvicinandosi a poco a poco, arrivò al bancone dove c'era la ragazza. Lei lo guardò e gli disse sorridente: "Posso aiutarti?" Nel frattempo egli pensava che era il sorriso più bello che avesse mai visto nella sua vita. Nello stesso istante sentì il desiderio di baciarla. Balbettando le disse: "Si, eeehhhmmm, uuuhhh...mi piacerebbe comprare un CD". Senza pensarci, prese il primo che vide e le diede i soldi. "Vuoi che te lo impacchetti?" Chiese la ragazza sorridendo di nuovo. Egli rispose di si annuendo; lei andò nel magazzino, tornò con il pacchetto e glielo consegnò. Lui lo prese ed uscì dal negozio. Tornò a casa e da quel giorno in poi andò al negozio ogni giorno per comprare un cd. Faceva fare il pacchetto sempre alla ragazza e poi tornava a casa per riporlo nell'armadio. Lui era molto timido per invitarla ad uscire e nonostante provasse non ci riusciva. Sua madre si interessò alla situazione e lo spronò a tentare, così egli il giorno seguente si armò di coraggio e si diresse al negozio. Come tutti i giorni comprò un altro cd e come sempre lei gli fece una confezione. Lui prese il cd e, in un momento in cui la ragazza era distratta, posò rapidamente un foglietto con il suo numero di telefono sul bancone; dopodichè uscì di corsa dal negozio. Il giorno dopo squillo il telefono e sua madre rispose al telefono: "Pronto?" Era la ragazza che chiedeva di suo figlio;la madre afflitta cominciò a piangere mentre diceva: "Non lo sai?...è morto ieri". Ci fu un silenzio prolungato interrotto dai lamenti della madre. Più tardi la madre entrò nella stanza del figlio per ricordarlo. Decise di iniziare dal guardare tra la sua roba. Aprì l'armadio. Con sorpresa si trovò di fronte ad una montagna di cd impacchettati:non ce ne era nemmeno uno aperto. Le procurò una curiosità vederne tanti che non resistette:ne prese uno e si sedette sul letto per guardarlo; facendo ciò, un biglietto uscì dal pacchettino di plastica… La madre lo raccolse per leggerlo, diceva: "Ciao!!!Sei bellissimo! Ti andrebbe di uscire con me?? TVB... Sofia." La madre emozionata ne aprì altri e trovò altri bigliettini:tutti dicevano la stessa cosa. Morale: Questa è la vita, non aspettare troppo per dire a qualcuno di speciale quello che senti. Dillo oggi stesso, domani potrebbe essere troppo tardi…
..::La rosa e il serpente::..
In un giardino stupendo stava una bella Rosa rossa. Era il fiore più bello tra tutti, invidiato da tutti, ma non per questo si sentiva orgogliosa. Non ne aveva alcun bisogno infatti. Spiccava, stupenda, nella sua aiuola al centro dell'architettura di verde e profumi, ed era lei a dare bellezza e significato a tutto il giardino.Passavano per lei i primi giorni di primavera, nell'abbraccio del sole che delicato la scaldava, dividendo la sua bellezza con tutti gli altri fiori, anche con coloro che non lo desideravano.Nel giardino in quel giorno di primavera si trovò a passare un Serpente dalle scaglie d'argento. Tutti i fiori si spaventarono al vederlo, mentre lui si chiedeva perché avessero paura di lui. Stava semplicemente ammirando incuriosito quel bel luogo, che mai prima di allora aveva mai visto.Continuò a muoversi, sempre ammirato e sempre chiedendosi perché i fiori lo temessero, lui che altro non faceva che essere grato della vista di tanta bellezza, sino a che non arrivò di fronte alla Rosa.Non aveva mai visto nulla di così bello in tutta la sua vita, rimase incantato ad osservarla.Poi si spaventò, pensando che anche lei avrebbe avuto, come tutti gli altri, timore di lui, e non avrebbe potuto più ammirarla.Ma la Rosa, accortasi di lui, non si spaventò per nulla. Guardò il Serpente e gli sorrise.Lui non sapeva che fare, non si aspettava un sorriso. Gli altri fiori furono ancora più sorpresi di lui nel vedere la Rosa, la più bella di tutti, sorridere al Serpente. Ma lei non vedeva un Serpente dalle scaglie d'argento, vedeva quello che si celava dietro i suoi occhi gialli.Il Serpente rimase immobile, timoroso, ma la Rosa lo invitò ad avvicinarsi.E questo rese il Serpente felice.La primavera passò, ed il Serpente spese il suo tempo assieme alla Rosa, arrotolato in lunghe spire intorno al suo stelo, poggiato alle sue spine, chiacchierando con lei, ascoltando contento il suono lieve della sua voce. Gli altri fiori erano scandalizzati, ma piano piano si resero conto che il Serpente, in fondo, non era il mostro che ai loro occhi sembrava.Il sole divenne sempre più forte nel tempo, e la primavera diede luogo all'estate.La calura faceva piegare petali e foglie di tutti gli altri fiori, ma la Rosa era sempre bella come il primo giorno di primavera. Il Serpente invece soffriva tremendamente il caldo, le sue belle scaglie d'argento erano diventate secche e ruvide, ma faceva finta di niente, poiché parlare con la Rosa gli dava un grande piacere, ed ella era molto gentile con lui. Capitavano violenti temporali, durante i quali lui si avvolgeva attorno alla Rosa per proteggerla dal vento e salvarla dalla grandine, e finita la tempesta, stanco e ferito, ella chinava il suo capo per far si che il Serpente potesse dissetare il suo corpo stremato con l'acqua che rimaneva tra i suoi petali.La calura dell'estate passò, le scaglie del Serpente tornarono lisce e lucenti, mentre piano piano il sole iniziava a perdere forza, e così la natura intorno, per l'arrivo dell'autunno.Tutti gli alberi, gli arbusti e le erbe del giardino iniziarono lentamente a morire, i fiori persero il loro splendore senza lamentarsi. Anche la Rosa iniziò lentamente ad appassire, ma non se ne curava, poiché sapeva che sarebbe rinata ancora più bella di prima la primavera ventura. Ma il Serpente questo non lo sapeva.Osservava terrorizzato quanto stava accadendo intorno a lui ed alla sua amata Rosa, non sapendo che cosa fare. Le chiese come poteva aiutarla, lei gli disse che non c'era bisogno di nulla. Ma la paura si faceva strada in lui, vedendola perire giorno dopo giorno. Interrogò ogni fiore e pianta nel giardino, a loro volta nel pieno del declino eppur capaci di rispondere a colui che ora sapevano non essere così diverso da loro, ma tutti gli dissero che non poteva fare nulla, ed il Serpente continuò a non comprendere.Stette vicino alla Rosa, parlandole di continuo, ma le sue risposte erano sempre più rade, e non sentiva più il suo calore mentre la stringeva tra le spire.Il sole divenne sempre più debole, sino a svanire, poiché era giunto il tempo dell'inverno. La neve iniziò a cadere, mentre alberi, arbusti, erbe e fiori persero i colori ed i profumi, addormentandosi. E anche la Rosa perse tutti i suoi petali, lasciando il Serpente disperato. Ora, nel freddo, nessuno poteva più spiegargli nulla, era rimasto solo, e doveva sopportare la visione della sua amata morta.Un vecchio gufo passò sopra di lui in volo, rallentò vedendo la strana scena, e gli disse di andarsene lontano dal freddo, prima che esso lo uccidesse. Ma egli non volle ascoltarlo. Non ascoltò nemmeno il suo corpo, il dolore delle scaglie che crepavano per il freddo, e che dalle ferite penetrava nella carne. Si avvolse attorno allo stelo della sua Rosa, stringendosi forte, sperando di poterla rivedere e di sentirla ancora parlare, solamente questo era il suo pensiero. Ed intanto la neve continuava a cadere.Passò il tempo, ed il sole si fece di nuovo forte. I suoi raggi prima scalfirono e poi distrussero la coltre gelata, trasformandola in acqua che nutrì la terra.Nel giardino, piante e fiori ripresero a vivere, nutriti dall'acqua: i petali si aprirono nuovamente, il verde si manifestò in ogni dove.La primavera era tornata, e con essa la vita. Ma non per tutti.Nella sua aiuola, la Rosa era rinata, splendida come sempre, i suoi rossi petali baciati dal sole si muovevano quieti nella brezza mentre osservava intorno.Notò ai piedi del suo stelo la carcassa di un Serpente. Si chiese chi fosse, perché fosse venuto a morire lì, di fronte a lei che non poteva morire. Poiché la sua bellezza era crudele: non poteva ricordare chi aveva amato, poiché vero amore in lei non poteva albergare.La carcassa non poteva rispondere, e nel tempo venne assorbita dalla terra.Ma da qualche parte un'anima in eterno piange per l'amor suo che ha visto sprecato e per la ferita che per sempre dentro dovrà portare, per il sorriso di una Rosa bella ed inconsapevolmente crudele.
martedì 18 marzo 2008
..::La tristezza::..
Lei: Ciao!Lui: Ciao!Lei: Devo dirti una cosa...Lui: Cosa?Lei: Tu mi piaci veramente e... Credo di essermi innamorata di te!Lui: Ok!Lei: Che vorresti dire con ok?Lui: Non mi piace che io ti piaccia...Lei: Perchè no?Lui: Non posso parlartene ora... Forse un'altra volta![La ragazza chiedeva sempre al ragazzo “perchè no?”, ma Lui rispondeva sempre “più tardi” e allora Lei perse la pazienza...]Lei: Sono stanca di questo! Dimmi perchè non ti piaccio!Lui: Lo vuoi davvero sapere?Lei: Sì!Lui: E' perchè tu non sei carina, ma è questo il punto: se ti dico che non sei carina vai fuori![Lui se ne va e Lei rimane seduta da sola, con il cuore infranto...]Ad un certo punto squilla il telefono e la ragazza risponde:Lei: Pronto?Mamma: Zuccherino? Sei a casa? Sarò di ritorno fra un paio d'ore, ok?Lei: Si mamma!Mamma: Ti voglio bene!Lei: Anche io mamma!Mamma: Ciao!Lei: Ciao!Quando la ragazza tornò a casa, andò in bagno e si guardò allo specchio.Lei: Non sono carina abbastanza...Coscienziosa di quello che faceva, prese qualcosa... Due ore dopo sua madre tornò a casa e sentì l'acqua del bagno scorrere...Salì per le scale e bussò alla porta:Mamma: Zuccherino tutto bene?La mamma aprì la porta e rimase scioccata dalla visione...Il bagno era allagato di acqua tinta di rosso, entrò dentro e fece un urlo... Lì, sdraiata a terra, c'era la sua piccola ragazza, con mille sfregi sulla faccia e un pezzetto di specchio in mano. Sul muro c'era un foglietto con scritto: “sono abbastanza carina adesso?”...[COSI' CALA IL SIPARIO SU QUESTA COMMEDIA CHIAMATA VITA...RECITATE BENE RAGAZZI, PERCHE' NON CI SARANNO PIU' REPLICHE!]





